IMPARIAMO DALLE FORMICHE

Come noi umani, le formiche vivono in società, comunicano, coltivano giardini, tendono trappole, fanno la guerra. Ma a differenza di noi, non minacciano la vita sulla Terra. Il pianeta potrebbe fare a meno di noi, non potrebbe sopravvivere senza di loro. Le formiche maestre di sostenibilità? Forse sì. Perché il segreto del successo di queste affascinanti creature è nel motto “Non chiederti cosa può fare il tuo popolo per te, chiediti cosa puoi fare tu per il tuo popolo”. 

Oggigiorno noi esseri umani ci consideriamo i padroni del mondo. Tuttavia, la Terra potrebbe benissimo fare a meno di noi.

Provate mentalmente a rimuovere tutti gli esseri umani dal pianeta, e guardate un po’ che cosa succede. Sul tema sono stati scritti interi libri, e tutti sono giunti alla conclusione che non ne seguirebbe alcuna catastrofe globale. Anzi: con il tempo la natura si riprenderebbe dal nostro dominio sconsiderato, riconquisterebbe le città, darebbe vita a nuove specie, ritroverebbe una varietà come quella che ancora esisteva fino a pochi millenni fa.

È vero che il genere umano fa pur sempre parte della natura, ma da molti punti di vista il nostro comportamento non è più integrato nei cicli naturali. Pompiamo nell’atmosfera più anidride carbonica di quanta ne possano assorbire tutte le piante, le alghe e gli organismi fotosintetici messi insieme, creando un effetto serra che ha conseguenze catastrofiche. Quanto agli altri rifiuti prodotti dalla nostra civiltà, come le sostanze radioattive e i materiali sintetici, attualmente nessun ecosistema è in grado di smaltirli, e di conseguenza vanno a finire nel terreno e nei mari.

Obiettivamente, per la vita sulla Terra l’uomo è più un enorme problema che una benedizione.

Tutto il contrario delle formiche. Anche tra di loro ci sono delle specie che praticano monocolture e che sconvolgono l’ecosistema del loro territorio.

Ma proprio perché si tratta di singole specie, che non sono diffuse ovunque nel mondo, possiamo dire che nel complesso le formiche si comportano in modo più sostenibile. Le loro modalità di azione si sono sviluppate più lentamente, permettendo così agli ecosistemi di adattarvisi e perfino di integrarle come componenti essenziali nei cicli vitali.

Se non ci fossero le formiche, per esempio, alcune specie di insetti che costituiscono le loro prede nel giro di poco tempo aumenterebbero a dismisura e divorerebbero foreste e prati letteralmente fino all’ultima foglia. Le carcasse degli animali non verrebbero più smaltite, ma resterebbero a imputridire dove sono. I terreni non sarebbero sufficientemente aerati, i cicli dei nutrienti si incepperebbero. Se di punto in bianco sparissero le formiche, gli ecosistemi di tutto il mondo vacillerebbero e ci vorrebbero parecchi anni, decenni o secoli, per ritrovare un equilibrio.

Senza le formiche la natura sarebbe instabile per molto tempo, e non tornerebbe più a essere quella di prima. Chi sono allora i veri padroni della Terra?

Susanne Foitzik , biologa evoluzionista, insegna all’università Johannes Gutenberg di Magonza.
Olaf Fritsche, biofisico, si occupa di divulgazione scientifica.

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